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Titolo:
L'ELEMENTO DELLA MALAFEDE DEL DATORE NELLA NUOVA DISCIPLINA DEI LICENZIAMENTI
  • Sommario

    Sommario: 1. La ratio anti-discriminatoria nell'evoluzione della disciplina del licenziamento. — 2. L'ingiustificatezza qualificata del licenziamento e il dibattito sull'art. 18 St. lav. riformato dalla legge Fornero. — 3. Il problema della qualificazione del fatto posto a base del licenziamento. — 4. Il carattere discriminatorio del licenziamento intimato in violazione della previsione del contratto collettivo. — 5. Il problema della «manifesta insussistenza del fatto» per la quale il giudice «può» ordinare la reintegrazione in caso di giustificato motivo oggettivo. — 6. Il Jobs Act e le tutele crescenti. — 7. Conclusioni.

  • 1. La ratio anti-discriminatoria nell'evoluzione della disciplina del licenziamento. — La disciplina del licenziamento è esponenziale del carattere duplice che ha la tutela del lavoro nel nostro ordinamento: da una parte si tutela l'autonomia privata nella gestione del contratto di lavoro, dall'altra si tutela la persona del lavoratore nella sua implicazione nel rapporto di lavoro  (1). Si tratta di un bilanciamento tra due diverse rationes che permeano tutta la disciplina lavoristica e che oggi, nella logica della flessibilità, imposta dalle nuove modalità produttive, vede la tutela — sul piano pubblicistico — della persona del lavoratore assumere preminenza rispetto alla tutela contrattuale nel rapporto di lavoro  (2).

    Proprio la tutela del contratto di lavoro con le sue rigidità è stata lo strumento indiretto per tutelare la persona del lavoratore e tutta l'evoluzione del diritto del lavoro si è incentrata sulla costruzione di progressive tipizzazioni, sottraendo alla autonomia privata la individuazione di causali atipiche che, invece, in altri rami del diritto rappresentano il normale svolgersi dell' autonomia contrattuale da parte dei privati  (3).

    Ma, l'esigenza di forme contrattuali flessibili, più aderenti alle necessità del mercato del lavoro, è stata assolta (in maniera peraltro insoddisfacente) mutuando dalla fantasia contrattuale privata nata in altri ordinamenti, segnatamente nella cultura anglosassone, di alcuni istituti come il job sharing, il job on call, il contratto di...

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