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Nota a Corte Costituzionale, data udienza 11 gennaio 2017, data deposito 27 gennaio 2017, n. 26

  • Sommario

  • Con la decisione in esame, la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile ls richiesta di referendum popolare per l'abrogazione del d.lg. 4 marzo 2015, n. 23 (“Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183”), nella sua interezza, e, integralmente o per parti, dell'art. 18, commi 1, 4, 5, 6, 7, 8, l. 20 maggio 1970, n. 300 (“Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento” Statuto dei lavoratori), nel testo introdotto dall'art. 1, comma 42, l. 28 giugno 2012, n. 92 (“Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”).

    Come noto, il citato art. 1, comma 42 ha modificato il sistema di protezione del lavoratore nell'ipotesi di licenziamento individuale illegittimo, restringendo il campo di operatività della tutela reale, tramite la reintegrazione nel posto di lavoro, ed ampliando quello della tutela obbligatoria, rimessa all'indennità risarcitoria.

    Dal canto suo, il d.lg. 4 marzo 2015, n. 23 ha ulteriormente circoscritto limitatamente ai lavoratori assunti successivamente alla sua entrata in vigore le fattispecie di tutela reale, a vantaggio della tutela obbligatoria, fermo restando, in ogni caso, il limite, normativamente individuato, della dimensione occupazionale del datore di lavoro.

    A fronte di questa cornice normativa, il quesito referendario si proponeva di eliminare le novità legislative prima menzionate e di estendere la tutela reale oltre la dimensione occupazionale del datore di lavoro.

    Nel vagliare l'ammissibilità della richiesta, alla stregua dei canoni ermeneutici enunciati sin dalla sentenza n. 16 del 1978, la Consulta ne ha, anzitutto, rilevato il carattere propositivo, derivante dall'uso della tecnica del ritaglio, teso a realizzare, non già «la riespansione...

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