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Estremi:
T.A.R. Bologna, (Emilia-Romagna), 2017,
  • Fatto

    FATTO e DIRITTO

    Il ricorrente impugnava il rigetto della richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di studio.

    La motivazione del provvedimento si fonda sulla circostanza che il ricorrente ha sostenuto un solo esame nel 2012 e nessuna verifica negli anni successivi.

    Il primo motivo di ricorso denuncia l'eccesso di potere per difetto di istruttoria e ingiustizia manifesta poiché il 19.5.2015 il ricorrente ha superato l'esame di Anatomia Umana I, esame che ha tentato più volte di superare negli anni precedenti e di cui è nota la estrema difficoltà.

    Il secondo motivo segnala una violazione dell'art. 5, comma 5, D.lgs. 286/1998 poiché non sarebbe stata valutato l'impegno a livello sociale e umanitario e la lunga permanenza nel territorio italiano nel cui contesto è perfettamente integrato.

    Il Ministero dell'Interno si costituiva in giudizio chiedendo il rigetto del ricorso.

    Alla camera di consiglio del 24.9.2015 veniva respinta la richiesta cautelare con provvedimento confermato dal Consiglio di Stato in data 28.1.2016.

    In questa sede non può che riportarsi la motivazione dell'ordinanza del Consiglio di Stato che ha sottolineato come senza il superamento del numero minimo di esami previsto dall'art. 46, comma 4, DPR 394/1999 non è possibile procedere al rinnovo del permesso per motivi di studio.

    Nessuna considerazione di fatto circa la difficoltà di superare l'esame di Anatomia può costituire causa di forza maggiore per non tener conto della previsione normativa.

    Il riferimento alle benemerenze umanitarie adombrato nel secondo motivo di ricorso è assolutamente irrilevante.

    Il ricorso va respinto con ogni conseguente provvedimento in tema di spese.

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