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Estremi:
Cassazione civile, 2017,
  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    P.M. espose al giudice del lavoro del Tribunale di Prato di aver presentato in data 31.3.2004 domanda di pensione di vecchiaia nella gestione coltivatori diretti e mezzadri, ma che la stessa le era stata respinta per carenza del requisito di 1040 settimane utili, corrispondenti a venti anni di contribuzione. La medesima invocò, pertanto, l'applicazione della clausola di salvaguardia di cui al D.Lgs. n. 503 del 1992, art. 2, comma 3, in forza della quale aveva diritto ad ottenere la pensione sulla base dell'anzianità contributiva di quindici anni di cui alla previgente normativa.

    Il giudice adito accolse la domanda e la Corte d'appello di Firenze confermò tale decisione, respingendo il gravame dell'Inps.

    Secondo la Corte territoriale la deroga invocata dall'assicurata operava a prescindere dal fatto che alla data del 31.12.1992 i richiedenti le prestazioni operassero ancora come lavoratori dipendenti, essendo altresì irrilevante in quale delle gestioni dell'Inps avessero maturato l'anzianità utile al predetto beneficio.

    Per la cassazione della sentenza ricorre l'Inps con un motivo. Resiste con controricorso P.M.. Le parti depositano memoria ai sensi dell'art. 378 c.p.c..

  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    Con unico motivo l'Inps denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 503, art. 2, in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 3, per avere la Corte di appello ritenuto applicabile il regime di salvaguardia di cui al comma 3, lett. c) della predetta norma anche in favore di chi vanti una pregressa contribuzione presso il Fondo lavoratori dipendenti e sia iscritto alla data del 31 dicembre 1992 presso una delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi. La questione controversa è se la ricorrente abbia diritto alla pensione di vecchiaia, liquidata nella gestione speciale lavoratori autonomi, sulla base di quindici anni di contributi perfezionabili attraverso il cumulo gratuito dei contributi versati presso il Fondo pensioni lavoratori dipendenti e di quelli versati presso la gestione speciale erogatrice o se invece ciò debba avvenire sulla base di venti anni di contributi, non potendo trovare applicazione la clausola di salvaguardia prevista dal D.Lgs. n. 503 del 1992, art. 2, comma 3, lett. c).

    La legge delega del 23 ottobre 1992, n. 421 per la razionalizzazione e la revisione delle discipline in materia di sanità, di pubblico impiego, di previdenza e di finanza territoriale, aveva previsto (per la parte che interessa in questa sede), all'art. 3, comma 1, lett. a) l'elevazione graduale del limite di età a sessanta anni per le donne e a sessantacinque anni per gli uomini in ragione di un anno ogni due anni dal 1994, e alla lett. g), la graduale elevazione da quindici anni a venti anni del requisito di assicurazione e contribuzione per il diritto a pensione dei lavoratori dipendenti ed autonomi, in ragione di un anno ogni due anni, con esclusione degli assicurati che al 31 dicembre 1992 avessero conseguito il requisito minimo in base alla normativa vigente e dei soggetti che per un periodo non inferiore a dieci anni solari fossero assicurati in relazione a rapporti di lavoro a tempo...

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