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Estremi:
Cassazione civile, 2019,
  • Fatto

    RILEVATO

    che:

    con sentenza n. 1161 del 2012, la Corte d'appello di Genova ha rigettato l'appello proposto da R.G. avverso la sentenza del Tribunale della Spezia di rigetto della propria domanda tesa ad ottenere la rendita per malattia (asbestosi) messa in relazione causale con la prolungata azione della esposizione ad amianto su navi anche straniere nel periodo compreso tra il 1962 ed il 1986;

    la Corte d'appello ha rilevato che dalla c.t.u. era emersa una esposizione ad amianto su navi italiane, per cui era operativa la copertura assicurativa Ipsema (oggi gestita dall'Inail a seguito della L. n. 122 del 2010 che ha attribuito all'Inail le funzioni già svolte dall'Ipsema) solo dal 1957 al 1962; da ciò la Corte territoriale ha tratto la conclusione che il lavoro su navi estere avrebbe assunto il valore di causa sufficiente ad escludere il nesso eziologico, essendo quelle derivanti dall'esposizione su navi italiane percentuali irrilevanti a far raggiungere la soglia di indennizzabilità;

    avverso tale sentenza ricorre per cassazione R.G. formulando un motivo illustrato da memoria;

    resiste l'INAIL con controricorso.

  • Diritto

    CONSIDERATO

    che:

    con l'unico motivo di ricorso si deduce la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 1124 del 1965, artt. 3 e 144, in relazione alla regola di cui all'art. 41 c.p., ai sensi dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3;

    in particolare, si denuncia la violazione della regola dell'equivalenza causale fissata nell'art. 41 c.p., centrale nella disciplina delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro per cui nessun peso poteva essere attribuito dalla Corte territoriale alla maggior durata dei periodi di servizio presso navi estere rispetto a quelle italiane, trattandosi (come accertato dalla consulenza tecnica d'ufficio) al più di concause tutte equivalenti sul piano causale;

    aggiunge, ancora, il ricorrente che il c.t.u. non è neanche giunto alla conclusione di escludere una qualunque efficacia causale al periodo compreso tra il 1957 ed il 1962, di modo che se anche il R. avesse smesso di navigare nel 1962, non si potrebbe comunque escludere che l'asbestosi di cui era affetto non sarebbe stata contratta;

    deve osservarsi che la consulenza tecnica svolta in secondo grado, adeguatamente e puntualmente riprodotta nel ricorso per cassazione, è pervenuta a conclusioni non coincidenti con quanto statuito dalla Corte territoriale che ha motivato la pronuncia dando atto di un'espressa adesione all'esito dell'indagine peritale;

    in particolare il c.t.u., come si legge nello stralcio della relazione riportato in ricorso senza contestazioni, ha evidenziato che "(...) l'esposizione ad amianto che ha causato detta malattia è avvenuta sia durante il periodo in cui il ricorrente era assicurato presso Ipsema (anni dal 1957 al 1962) sia in misura alquanto superiore (in rapporto all'incirca 2.0:6.8) durante quello successivo; è probabile che entrambe le esposizioni siano risultate necessarie - nella proporzione indicata - nel determinare la malattia, sebbene non possa essere...

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